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- Data di creazione 13 Marzo 2026
- Ultimo aggiornamento 13 Marzo 2026
La psicoeducazione e la psicoterapia per gli adulti con ADHD: bussole per l’autoregolazione e il benessere psicologico
Relatrice: Federica Campitiello, federicacampitiello@gmail.com
Psicologa, Psicoterapeuta, Cofondatrice del Centro SalutePsy – Salerno, collaboratrice AIFA APS.
Negli ultimi anni l’attenzione clinica verso il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) in età adulta è cresciuta significativamente, in parallelo all’aumento delle diagnosi e alla consapevolezza del suo impatto funzionale e relazionale. La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) si è affermata come trattamento psicologico di prima scelta, in grado di integrare strategie orientate alla gestione dei sintomi nucleari – disattenzione, impulsività e difficoltà di autoregolazione – con interventi mirati al miglioramento delle abilità esecutive, dell’autostima e delle relazioni interpersonali. L’intervento CBT per l’adulto con ADHD prevede una strutturazione modulare, che include la psicoeducazione, il training sulle funzioni esecutive, la ristrutturazione cognitiva e la pianificazione comportamentale, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, autogestione e senso di autoefficacia. L’ADHD in età adulta è caratterizzato non solo da difficoltà neurocognitive e di autoregolazione, ma anche da un sistema di credenze e bias cognitivi che contribuiscono al mantenimento del disagio emotivo e comportamentale. Le distorsioni cognitive tipiche – quali la generalizzazione eccessiva, la visione dicotomica, la personalizzazione e il catastrofismo – si sviluppano spesso come risposta secondaria ai ripetuti fallimenti percepiti, alle esperienze di critica e al senso di inadeguatezza maturato durante l’infanzia e l’adolescenza. Tra i bias più frequenti emergono la sovrastima delle difficoltà (“non riuscirò mai a organizzarmi”), la sottovalutazione dei successi (“è solo fortuna”), e un pregiudizio attentivo verso gli errori e i segnali di disapprovazione, che rinforzano il senso di inefficacia personale. Queste credenze, radicate in schemi di sé negativi (“sono incapace”, “sono diverso dagli altri”), contribuiscono all’evitamento, alla procrastinazione e alla disregolazione emotiva, limitando la possibilità di apprendimento e cambiamento. Verranno presentate le principali linee guida di intervento, esempi clinici e strategie di adattamento della CBT alle caratteristiche cognitive e motivazionali tipiche dell’adulto con ADHD, insieme a una riflessione sulle prospettive future della ricerca e dell’integrazione tra approcci terapeutici.
“Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità”
Napoli, 22 novembre 2025.
Visualizza l'intervento sul canale YouTube:
https://youtu.be/_VpxEw0sfsc