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  • Data di creazione 13 Marzo 2026
  • Ultimo aggiornamento 13 Marzo 2026

La lotta silenziosa delle Donne con ADHD: tra invisibilità, Bias di Genere e Diagnosi Tardiva


Relatrice: Nicoleta Lucia Pirlea, referente.valledaosta@associazioneaifa.it
Psicologa, ADHD coach, Presidente della Coop. Sociale “ADHD & ASD Care 360° Oltre la diagnosi” (TO), collaboratrice AIFA APS.

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) nelle donne rappresenta una delle sfide diagnostiche più significative della psichiatria contemporanea. Nonostante una prevalenza stimata di 1:1 tra i sessi in età adulta, il rapporto diagnostico in età infantile rimane fortemente sbilanciato (3:1 maschi:femmine), evidenziando un fenomeno sistematico di sotto-diagnosi femminile che persiste fino all’età adulta. Questo intervento esplora le radici profonde di questa disparità attraverso tre dimensioni interconnesse. La prima dimensione riguarda l’invisibilità sintomatologica: le donne con ADHD presentano prevalentemente sintomi inattentivi e iperattività interiorizzata, che vengono facilmente scambiati per tratti caratteriali o difficoltà emotive. Il masking, ovvero il camuffamento attivo dei sintomi attraverso strategie di coping compensatorie, contribuisce ulteriormente a rendere invisibile la condizione, permettendo alle donne di “passare inosservate” per anni o decenni. La seconda dimensione analizza i bias di genere che permeano ogni livello del processo diagnostico. La ricerca scientifica sull’ADHD è stata storicamente condotta su campioni prevalentemente maschili (fino all’81%), creando criteri diagnostici che riflettono la presentazione maschile del disturbo. I bias nella percezione sociale portano genitori e insegnanti a essere meno propensi a riferire bambine con sintomi ADHD, mentre i bias clinici conducono i professionisti sanitari a diagnosticare prevalentemente condizioni comorbide (ansia, depressione, disturbi alimentari) senza riconoscere l’ADHD sottostante. La terza dimensione esamina le conseguenze della diagnosi tardiva. Le donne con ADHD non diagnosticato sviluppano tassi significativamente più elevati di comorbidità psichiatriche e fisiche: il 46% presenta Disturbo Disforico Premestruale (vs 29% nella popolazione generale), il 57,6% sviluppa depressione post-partum (vs 20%), e molte soffrono di fibromialgia, sindrome da fatica cronica e disturbi del sonno. L’interazione tra fluttuazioni ormonali (ciclo mestruale, gravidanza, menopausa) e sintomi ADHD crea periodi di particolare vulnerabilità che richiedono un approccio terapeutico gender-sensitive.

 


Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità” 
Napoli, 22 novembre 2025.

Visualizza l'intervento sul canale YouTube:
https://youtu.be/xuwzGQYaIBo