============ AIFAnewsletter n.40 del 04/07/2003 =================================
In questo numero:
1. NEL MIRINO DELLA SALUTE MENTALE DELLA LOMBARDIA ORA ANCHE I BAMBINI
2. STORIE VERE: “COSA POSSIAMO FARE NOI GENITORI?”
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NEL MIRINO DELLA SALUTE MENTALE DELLA LOMBARDIA ORA ANCHE I BAMBINI **************************************************************************** *****
Venerdì 11 luglio alle ore 9.30, la “Campagna Salute Mentale” della regione Lombardia ha organizzato un primo incontro con le varie associazioni che si occupano di questi problemi con l’intento di presentare il nuovo piano socio-sanitario che è stato recentemente approvato dalla Regione. L’AIFA sarà presente con alcuni delegati tra cui Astrid Gollner, referente AIFA per Varese. Sarà interessante questo incontro perchè finora la “Campagna Salute Mentale” in Lombardia si era occupata prevalentemente di adulti, mentre sembrerebbe nei suoi obiettivi futuri includere anche un’attenzione particolare all’infanzia e all’adolescenza. Auguriamo a Astrid Gollner un proficuo lavoro e l’augurio che nella regione Lombardia possa decollare un piano d’azione e di attenzione anche per l’ADHD coinvolgendo l’istituto scolastico, sociale e sanitario.
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STORIE VERE: “COSA POSSIAMO FARE NOI GENITORI?” **************************************************************************** ********
A cura di Enzo e Mariagrazia Aiello Giriamo alla mailing-list lo stralcio di un significativo scambio epistolare tra due genitori e i nostri referenti per Roma, Enzo e Mariagrazia Aiello, ai quali va tutta la nostra riconoscenza e stima. Caro Vicepresidente, ormai è qualche mese che seguo costantemente il sito, mi tengo informato, cerco di mantenermi sereno anche se molto ho dovuto rivedere delle mie convinzioni. Ora a distanza di tre mesi dalla mia prima mail, certamente confusa, ho un quesito specifico da porre: quale percorso va seguito per diventare un genitore adeguato di un bambino (oramai quasi ragazzo) ADHD? Questa domanda, che forse sembrerà banale è piena dei miei dubbi… Il bambino è in cura presso il Policlinico XXXXXX e va in terapia dalla logopedista, ha cambiato scuola, ha acquisito la consapevolezza di non essere cattivo ma solo “malato” e, potrei citare mille altre cose che il bambino ha fatto, fa o dovrà fare, ma, mi domando: “Noi genitori, oltre ad accompagnare nostro figlio in questo percorso cosa possiamo fare per evitare di sentirci a volte alle stelle ed altre depressi o meglio la vostra esperienza cosa vi fa consigliare a chi come noi è solo all’inizio della via?” Con stima, lettera firmata Caro XXX, devo constatare che le nostre comuni difficoltà e sofferenze ci rendono “fratelli” lungo il percorso della vita, nel confronto con la realtà spesso dura, nelle decisioni talvolta difficili da prendere. Possiamo senz’altro darci del tu visto che siamo compagni di viaggio lungo la stessa strada. Credo che tutte le cose che hai riferito (diagnosi, terapia, cambio di scuola, maggiore consapevolezza delle difficoltà che comporta questo disturbo nei vari ambiti della vita quotidiana) siano davvero tappe importantissime. Devi esserne felice per il tuo bambino ma anche per te stesso e la tua famiglia tutta. Considera che molte famiglie arrivano, quando arrivano, anche dopo i tredici – quattordici – quindici anni d’età ad un minimo di diagnosi e solo da quel momento iniziano ad attivare una terapia. Immagina quante famiglie ancora non hanno nessuna consapevolezza dei problemi dei loro figli e non riescono a comprendere quello che succede ai loro figli (che come è noto quando non trattati tendono a peggiorare la loro situazione soprattutto a partire dall’adolescenza – con ansia, depressione e talvolta anche i pesantissimi disturbi della condotta). Questo per dirti che siete stati genitori attenti alle difficoltà del vostro bimbo, che non avete messo la testa sotto la sabbia per non vedere, come pure capita di frequente (le maestre di scuola attente e sensibili quanto avrebbero da dire al riguardo!), che vi siete mossi ed avete trovato la strada giusta. Incomincerete a vedere i primi frutti nel tempo, vivrete la gioia delle piccole “conquiste”, ma come giustamente rilevi è sempre in agguato la condizione dell’inadeguatezza spesso associata a momenti di sconforto. Credo che dobbiamo saper accettare anche questa “inevitabile” parte della nostra umanità se vogliamo essere veramente uomini fino in fondo nella pienezza del termine: sarebbe forse pienamente “umano” un genitore che di fronte ad oggettive difficoltà del figlio, di fronte alla sua sofferenza, magari in certi momenti di fronte alla sua “emarginazione” (i miei occhi si riempiono di lacrime quando penso al “numero” di inviti di feste a cui è stato invitato il nostro Giovanni in quattro anni di scuola elementare!!) non avesse un momento di sconforto, non fosse assalito da dubbi,non temesse di aver fatto alcun errore, non avesse preoccupazione alcuna per il futuro di suo figlio? Questa “umanità” fatta di sconforto, dubbi, errori, ben lungi dal deprimerci e portarci in una spirale perversa di pessimismo e negatività, proprio quest'”umanità” che mai dobbiamo “rinnegare”, può viceversa aprirci orizzonti inaspettati nel nostro cuore e apportare tanta “novità” nella nostra famiglia. Con mia moglie Mariagrazia ormai siamo pienamente consapevoli che queste nostre creature “speciali” hanno avuto il compito di schiudere nei nostri cuori orizzonti che mai avremmo potuto ammirare , di farci scoprire e di farci vivere dimensioni straordinarie di accoglienza, tenerezza, comprensione che mai avremmo potuto scoprire . Cosa saremmo noi senza il nostro Giovanni “dono speciale” che il Signore ha voluto riservarci? Indubbiamente la realtà problematica non cambia, ma cambia il cuore, cambia l’orizzonte e la prospettiva del nostro “essere” e del nostro “fare”. Abbiamo testimoniato tutto ciò, insieme ad altre testimonianze di genitori, in occasione del 1° Convegno dell’AIFA a Napoli lo scorso novembre: il testo integrale del nostro intervento puoi trovarlo nel sito nella sezione “Genitori” – sottosezione “Essere genitori di bambini ADHD” (www.aifa.it\esseregenitori.htm): forse potrebbe essere per te un riferimento per la testimonianza concreta che abbiamo portato. Esiste anche una videocassetta che riporta tutti gli interventi del Convegno(www.aifa.it\videoaifa3.htm). Non so se possiedi il libro “Vorrei scappare in un deserto e gridare….” (www.aifa.it\libro.htm): oltre che una guida pratica è anche e soprattutto la testimonianza vera e concreta del nostro “cuore” di genitori. Anche la lettura di tante lettere e di tante risposte potrebbe rappresentare un utile riferimento. Quanto alla “gestione” concreta dei nostri bambini sai bene che noi genitori dovremmo frequentare seri “corsi di parent training” che ancora di fatto non esistono o stentano a decollare almeno nella nostra regione. Nel libro “Vorrei scappare in un deserto e gridare…” da pag. 115 a pag. 119 sono stati riportati i dieci principi-guida, un condensato di terapia comportamentale e di parent-training, enunciati dal Prof. Russell Barkley nella sua guida ai genitori dimostratisi molto efficaci nella gestione del comportamento del bambino nei suoi venticinque-trenta anni di esperienza clinica. Sono principi davvero semplici ed efficaci. Se non l’avessi fatto, ti consiglio davvero di leggerli e farli il più possibile tuoi. Nella sua Guida Barkley addirittura precisa di scrivere questi principi su parecchi fogli ed attaccarli in vari punti della casa e del proprio ufficio per tenerli sempre presenti nel rapporto con il proprio bambino. Ancora bravissimi per tutto quello che avete fatto per il vostro bambino! Avanti così! Un caro saluto ed un fraterno abbraccio, Enzo e Mariagrazia Aiello.