============= AIFAnewsletter n.4 del 15/01/2003 ===================

“…forse prima di tutto la risposta empatica!”
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Anziutto uno vivo e rinnovato plauso per la nascita e l’attività della Vostra associazione. Ricevo regolarmente i vostri aggiornamenti e non posso che condividere in toto un’iniziativa che nasce dalle esigenze reali dei genitori.
Spesso, ripensando alla mia ormai ventennale esperienza di docente di scuola media, mi tornano alla mente storie di adolescenti bocciati anche per due volte consecutive nella stessa classe, marchiati dell’onta di “non avere voglia di studiare”. Oggi, col senno del poi e con le lenti dello psicologo, non avrei difficoltà a riconoscerli come portatori di un serio disturbo dell’attenzione. Anni preziosi persi, cui la scuola non potrà più porre rimedio. E mi viene di pensare ai genitori di quei ragazzi, a volte angosciati dal dover sopportare costose quanto inutili ripetizione, altre volte rosi dalla rabbia di non aver figli modello come gli altri. Vorrei proporre alla riflessione sull’approccio terapeutico all’ADHD – per quanto riguarda la scuola – che non è solo metilfenidato, non è solo intervento cognitivo-comportamentale (che pure sono necessari), ma anche, e forse, prima di tutto, risposta empatica.
L’esperienza mi ha ormai insegnato che uno sguardo mite e un sorriso autorevole possono mitigare anche le situazioni più problematiche e che uno stile punitivo può esasperare anche le situazioni più semplici. Professione ardua quella dell’educatore, che deve dividersi tra la trasmissione di un sapere sempre più esperto come sterile e anacronistico, e la sfida di una relazione autentica che diventa il veicolo primario del processo educativo.
Dr.Paolo Ciarloni, Psicologo. 1/12/2002