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- Data di creazione 13 Marzo 2026
- Ultimo aggiornamento 13 Marzo 2026
Presa in carico ospedaliera dell’ADHD in età evolutiva
Relatrice: Emilia Sarnataro, emilia.sarnataro@unina.it
Neuropsichiatra infantile, Programma Interdipartimentale di Neuropsichiatria infantile AOU Federico II di Napoli, Centro ADHD età evolutiva Napoli.
L’ADHD è il secondo disturbo del neurosviluppo più frequente, e nei pazienti con ADHD è fondamentale una valutazione delle comorbidità. La gestione non è primariamente ospedaliera, anche se sappiamo che molti pazienti giungono alla nostra attenzione per una prima diagnosi. La gestione ospedaliera dovrebbe essere riservata ai casi con comorbidità, di difficile gestione o alle dosi test. In ambiente ospedaliero la gestione del caso “ADHD” deve essere individualizzata, non esiste un protocollo ADHD valido per tutti i pazienti, ma la valutazione deve aderire alle esigenze di cura dello stesso. Al momento dell’avvio del percorso diagnostico, il cui accesso è dapprima ambulatoriale, è fondamentale raccogliere Dati Generali e Motivo dell’Accesso, e svolgere l’Anamnesi, che ha un ruolo fondamentale nel percorso valutativo. In setting valutativo si procede quindi all’ Osservazione clinica al fine di valutare: - Attenzione sostenuta e selettiva; - Iperattività motoria e impulsività; - Autoregolazione emotiva e interazione sociale. Formulata una diagnosi di ADHD Il primo intervento suggerito da considerare è sempre un intervento non farmacologico. Gli interventi psicoeducativi rappresentano lo strumento più efficace, anche al fine di creare un ambiente familiare intorno al bambino che riduca l’interferenza dei sintomi ADHD sul suo funzionamento. Il trattamento farmacologico deve essere scelto con molta cura. I farmaci che abbiamo a disposizione sono distinti in stimolanti e non stimolanti, seconda della loro azione. Dopo l’avvio del trattamento è necessario effettuare un monitoraggio periodico, anche al fine di stabilire la dose adeguata al paziente, sempre valutando il profilo rischio/beneficio. È inoltre necessario è coordinare l’intervento con scuola e famiglia e territorio. Nel nostro centro di riferimento ADHD in età evolutiva dell’A.O.U. Federico II presso il P.I. di Neuropsichiatria, nell’anno 2025 ad oggi sono state effettuate circa 200 dosi test con Metilfenidato. Il dato è in crescita rispetto a quello degli anni scorsi, considerando che nel 2024 sono state effettuate 120 dosi test e nel 2023 appena 83 somministrazioni. In conclusione, il numero complessivo di diagnosi è aumentato e sempre più pazienti si rivolgono ai servizi di NPI ospedaliera per diagnosi e trattamento dell’ADHD.
“Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità”
Napoli, 22 novembre 2025.
Visualizza l'intervento sul canale YouTube:
https://youtu.be/KgdLtbt8RrY