- Versione
- Download 3
- Dimensioni file 9.06 MB
- Conteggio file 1
- Data di creazione 8 Aprile 2026
- Ultimo aggiornamento 8 Aprile 2026
Comorbidità psichiatriche negli adulti con ADHD
Relatore: Francesco Rotella, francesco.rotella@unifi.it
Psichiatra, Professore Associato Dipartimento di Scienze della Salute Università di Firenze, Responsabile ambulatorio ADHD adulti - AUSL Toscana Centro, Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi
L’ADHD nell’adulto rappresenta una condizione neuroevolutiva ad alta complessità clinica, associata ad una prevalenza significativamente più elevata di altri disturbi psichiatrici rispetto ai soggetti senza ADHD. La comorbidità, in questo contesto, non può essere considerata un evento accessorio, bensì una dimensione strutturale del funzionamento psicopatologico del paziente adulto con ADHD. Le evidenze epidemiologiche documentano tassi elevati di disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi di personalità, disturbi da uso di sostanze e disturbi del comportamento alimentare. Il concetto tradizionale di “comorbidità” presuppone l’esistenza di entità discrete e indipendenti che co-occorrono nello stesso individuo. Tuttavia, appare necessario di distinguere tre diverse casistiche: copresenza indipendente, relazione causale unidirezionale e relazione bidirezionale. In ambito della ADHD, la sovrapposizione sintomatologica, la condivisione di substrati neurobiologici (in particolare nei circuiti fronto-striatali e nei sistemi dopaminergici della ricompensa) e la presenza di dimensioni trasversali quali impulsività, disregolazione emotiva e deficit di controllo inibitorio, sollevano il dubbio che tali aspetti possano rappresentare l’espressione fenotipica di vulnerabilità indipendenti. Al tempo stesso, la presenza di una specifica comorbidità psichiatrica, fornisce importanti informazioni cliniche sul paziente. Nel corso dell’intervento, i dati derivati dai principali studi internazionali, saranno poi confrontati con quelli ottenuti dall’osservazione di un campione clinico reclutato nel corso di un anno di lavoro presso l’ambulatorio ADHD adulto presso la AOU-Careggi. Saranno presentati sia dati trasversali che longitudinali con l’obiettivo di valutare l’efficacia di metilfenidato, non soltanto sulla sintomatologia core della ADHD, ma anche sulla sintomatologia in comorbidità. Da un lato, riconoscere la comorbidità significa comprendere la struttura del funzionamento del paziente, identificare i domini disfunzionali predominanti e pianificare interventi integrati e personalizzati, dall’altro, la terapia con metilfenidato, in molti casi, rappresenta una strategia terapeutica efficace non soltanto sui sintomi disattentivi e iperattività/impulsività, ma anche sui sintomi presenti in comorbidità.
“ADHD nel bambino e nell’adulto: consapevolezza e interventi multimodali” è il convegno organizzato da AIFA APS, Associazione Italiana Famiglie ADHD, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.
Firenze, 21 febbraio 2026
Visualizza l'intervento sul canale YouTube:
https://youtu.be/eII3FDVME9s